Sarpi Immobiliare, in collaborazione con Asta Advisor ed A.N.A.M.A. ha condotto uno studio per analizzare le possibili conseguenze del coronavirus sul mercato immobiliare italiano; la ricerca ha compreso l’analisi del settore pre-Covid ed interviste ad un campione di 2183 soggetti tra acquirenti, venditori ed esperti del settore; ecco i risultati:

Il valore delle case degli italiani nel 2019 era in crescita

Dopo un decennio di stagnazione e recessione, il mercato immobiliare nel 2019 aveva sancito la definitiva ripresa; le compravendite superano quota 630.000 ed i prezzi tornano a salire, segnando un debole ma incoraggiante +0,2%, L’arrivo del Covid-19 traccia nuovi scenari.

Uno degli aspetti che non molti sanno è che quando il mercato crolla, cresce l’interesse verso le aste immobiliari; settore recentemente modernizzato e semplificato, grazie all’introduzione delle aste telematiche e alla nascita di molti operatori come Asta Advisor, che rendono possibile l’acquisto senza preoccupazioni anche ai non esperti.

Le aste si sono dimostrate più forti negli anni più duri del ciclo immobiliare, arrivando a valere nel 2014 il 9,97% del totale di compravendite immobiliari, per poi scendere (in proporzione al totale di compravendite) man mano che il mercato ha iniziato la ripresa.

Le opinioni di clienti ed esperti del settore:

Per quanto riguarda il mercato immobiliare classico, tra i soggetti intenzionati a vendere intervistati nel corso della ricerca, risulta che i proprietari di immobili di valore inferiore ai 300.000€ sono i più disposti a scendere di prezzo ed in maggior misura, rispetto ai proprietari di immobili di lusso.

Secondo gli operatori del settore sono proprio i gli immobili di valore medio e basso che porteranno i migliori affari a chi ha liquidità.

La ricerca manifesta un chiaro interesse da parte dei compratori di ottenere un prezzo vantaggioso, inoltre conferma una disponibilità ad acquistare immobili anche in zone meno centrali ma in costruzioni nuove e con tagli più grandi.

I possibili sviluppi

La crisi attuale, per quanto assolutamente nuova ed imprevedibile, per le caratteristiche che presenta ci dà motivo di credere che avrà un andamento parzialmente “a V”; caratterizzata da un crollo repentino dei prezzi ma anche da una ripresa molto veloce, con prospettive di rialzo dei numeri di compravendite e di valore dei prezzi.

Il valore degli immobili, a causa di una maggior necessità di liquidità probabilmente scenderà del 10% nei prossimi 12 mesi, soprattutto per tagli fino a 300.000€; per poi iniziare la ripresa già nel 2021 con possibili impennate di valore nel 2022 nelle città di Milano, Roma, Napoli e Bologna.

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