Il 29 Giugno, in seguito al dl rilancio firmato da Sestino Giacomoni, sono state poste le basi per la nascita del Fondo Sovrano Italiano, notizia passata senza molto clamore, ma che porta con sè grandi possibilità per il nostro paese.

Le potenzialità dei fondi sovrani

I fondi sovrani sono dei fondi di investimento controllati da uno stato, quindi si tratta sostanzialmente di gestori di risorse del paese che investono sui mercati globali per ottenere profitti.

Alcune funzioni di questi fondi sono:

  • Diversificazione delle fonti di reddito del paese, in particolare se fortemente dipendenti da risorse naturali
  • Ottenimento di maggiori rendimenti dalle riserve valutarie
  • Promozione dell’industrializzazione del paese
  • Finanziamento del sistema pensionistico.

Non vanno sottovalutate però le possibilità di natura politica

Oggi i fondi sovrani hanno un’enorme potenza di investimento ma anche strategica; potendo agire sui mercati azionari infatti, può capitare che uno stato diventi azionista di rilevanza all’interno di un’azienda cruciale di un altro paese, con la possibilità di usare il fondo come arma politica oltre che economica.

Fra i più noti si trovano fondi cinesi, arabi, norvegesi e russi.

Il fondo italiano sarà gestito dalla Cassa Depositi e Prestiti (cdp), istituzione che già gestisce il risparmio postale italiano, 270 milioni di euro di risparmi provenienti da 26 milioni di cittadini; l’attivo complessivo di più di 440 miliardi di euro rende subito chiare le possibilità di dare al cdp maggiore potenza di fuoco.

Quindi, con l’emendamento di fine giugno, sarà possibile far arrivare nel conto corrente dove confluiscono già le disponibilità liquide del patrimonio di CDP, anche quelle dei contribuenti intenzionati a investire i propri risparmi; i privati cittadini quindi, potranno decidere di investire nell’economia reale italiana, presso un ente che ha dimostrato di essere più che degno di fiducia.

Quella del nostro paese è molto probabilmente anche una mossa per andare a sfruttare l’enorme ricchezza privata del popolo italiano, che possiede in varie forme, dai conti correnti ai possedimenti immobiliari, più di 4.000 miliardi di euro.

Questo fondo è un altro strumento a disposizione dell’Italia non solo per uscire da questo periodo di crisi, incentivando gli investimenti ed utilizzando un grande patrimonio del nostro paese, ma per riprendere una crescita che manca da troppo tempo.