Dopo le innumerevoli previsioni di marzo e diversi mesi di turbolenza all’attivo (e ancora altri da affrontare), è ora di fare una prima analisi di come sta andando il mercato immobiliare del bel paese.

La storia fino a qui:

Come già analizzato nella ricerca di mercato Sarpi di marzo, al 2020 il mercato immobiliare italiano era arrivato in buona forma, si iniziavano a vedere i primi segni di positività, i prezzi avevano ripreso a crescere timidamente dopo diversi anni di recessione e sembravano in procinti di riprendere a galoppare sia prezzi che compravendite.

L’arrivo del Covid ha creato incertezza e per diversi mesi ha bloccato quasi tutto, più per impossibilità amministrative che per paura in diversi casi.

Come ha affrontato il mercato questi mesi?

Le ultime rilevazioni parlano chiaro: i prezzi (in media) hanno continuato ad aumentare; ci sono stati alcuni decrementi in regioni come Marche e Basilicata, ma il trend è positivo.

Stupisce relativamente l’effetto del covid sulle stanze in affitto, specialmente nelle città universitarie; nonostante la domanda sia calata drasticamente e molte stanze e case siano rimaste sfitte, chiaramente a causa del rientro a casa di studenti fuorisede e lavoratori che ora si danno allo smart working, i prezzi continuano ad aumentare senza freno.

Come detto, stupisce ad un primo sguardo, ma come già affermato nella nostra ricerca di marzo molti proprietari di seconde case, non avendo il disperato bisogno di liquidità, preferiscono mantenere il prezzo in attesa della fine della tempesta, evitando di ritrovarsi dopo con un valore dell’affitto “mutilato”.

La rinascita dei piccoli centri

Dalla situazione ne stanno traendo il meglio invece i piccoli centri fuori dalle grandi città, probabilmente perché molte persone iniziano a valutare una sistemazione esterna ma che garantisca una maggior metratura (nonché un’aria più fresca) a parità di prezzo; i venditori in queste zone si sono visti impennate le richieste (fino al 136% nella provincia di Asti ad esempio), dove però i prezzi rimangono tendenzialmente stazionari, incentivando ancora maggiormente i possibili acquirenti.

Città VS Provincia

Le grandissime città quindi sembrano andare in una direzione ben chiara, i prezzi continuano a crescere anche a fronte di crolli delle domande, quella che potrebbe sembrare ad un primo sguardo una bolla, potrebbe più semplicemente essere una strategia di città che puntano ad attrarre sempre più professionisti e studenti ad alto reddito anche dall’estero, puntando molto più sulla fascia alta, lasciando al resto il mercato della provincia, che offre soluzioni sempre più interessanti.