Contratto preliminare di compravendita

 Acquistare casa è una questione anche di tempistiche, quante volte per diversi motivi deve passare del tempo tra quando si trova la casa perfetta (o il compratore perfetto) e quando sia possibile concretizzare effettivamente la vendita?

Per ovviare a questo problema ed evitare spiacevoli sorprese, il nostro ordinamento ci viene incontro con il contratto preliminare di compravendita; un contratto a tutti gli effetti in cui le parti si impegnano ad acquistare da un lato, e a vendere dall’altro, pena il pagamento di una penale stabilita precedentemente.

Il contratto, trascrizione e registrazione

Il contratto preliminare può essere una semplice scrittura privata, che non necessariamente richiede l’atto notarile (salvo specifiche situazioni previste dalla legge), sono necessarie però:

        La trascrizione nei pubblici registri del catasto, in modo da rendere inopponibile da parte di terzi il contratto e non esporsi ad inutili rischi di truffe o problemi legali ed amministrativi di vario genere.

        La registrazione presso l’agenzia delle entrate, entro 20 giorni dalla firma del contratto preliminare.

Sebbene l’intervento del notaio non sia obbligatorio, se si decide di non avvalersene è molto importante essere (o almeno avere al proprio fianco) un esperto del settore; la scrittura di un contratto è una questione estremamente seria che non può essere né presa alla leggera né fatta da sé senza determinate competenze.

I costi

Nel contratto devono essere presenti tutti i dati richiesti, tra cui le generalità delle parti, prezzo, caparra e condizioni di vendita e ovviamente data e firma delle controparti.

Il contratto quindi prevede il versamento da parte del promittente acquirente di una caparra confirmatoria, che verrà trattenuta dal promittente venditore nel caso in cui il primo decida di non proseguire all’acquisto, o viceversa verrà restituita nella misura pari al doppio nel caso in cui il promittente venditore decida di non proseguire con la vendita.

La somma versata a titolo di caparra confirmatoria è soggetta ad un’imposizione fiscale pari allo 0,5%.

A quelli dell’imposizione fiscale della caparra confirmatoria bisogna aggiungere i costi amministrativi della registrazione del contratto e quelli del professionista che vi seguirà in queste fasi.

In conclusione

Sebbene non sia obbligatorio essere seguiti da dei professionisti durante questa fase, i costi dell’inesperienza e del “fai da te” possono essere incredibilmente maggiori, l’inesperienza costa più dell’esperienza!